30 gennaio 2006

Donne con le palle

Lei: “Indispensabile portare Teheran davanti al Consiglio di Sicurezza per il dossier nucleare”.

Lei: “Niente eurofondi agli estremisti”.

Lei. Nel vero senso della parola…

27 gennaio 2006

Proposta indecente

Mentre stavo per uscire di casa, stamattina, ho acceso per un attimo la televisione e mi sono trovato davanti la faccia dell’esimio professor Prrrrodi, in arte Mortadella. Stentavo a crederci, era riapparso dopo un lungo periodo di oblio. Ha accettato finalmente un confronto, ho pensato… anche se non con Berlusconi, o con un’altra delle tre punte di cui disporremo in campagna elettorale, visto che la cosa non è stata pubblicizzata e che comunque non si sarebbe potuta tenere di prima mattina… vediamo un po’ cosa avrà da dire e soprattutto come saprà rispondere agli affondi del nostro…
E invece niente, non c’era nessun politico… oltre il mortadella. Appunto, nessun politico…
Il suo faccione ingombrante riempiva lo schermo (che brutto inizio di giornata) e parlava a vanvera, elencando la solita serie di provvedimenti… abbasseremo il costo del lavoro (ma come?)… rilanceremo l’economia (ma come?)… aumenteremo i redditi (ma come?)… ridaremo credibilità internazionale al nostro paese (certo, magari facendo affari con un dittatore e poi bombardandolo, vedi Serbia)…
Veramente imbarazzante. Per la sinistra, ovviamente. Anche se penso ci sia stato chi, con consumato cinismo, si sia goduto lo spettacolo da casa ridendo sotto i baffi e beandosi delle gesta del suo candidato premier (questo me lo rigiro come un calzino)…
Ora non ci resta che scovarlo, tirarlo fuori dall’armadio, spolverarlo dalla naftalina adeguatamente somministratagli per farlo arrivare al dopo elezioni dai suoi compagnucci, portarlo in televisione. Ecco perché tanta paura della sinistra per il paventato rinvio delle elezioni… avevano calcolato la dose di naftalina giusto giusto per metà aprile…

Ed ecco la proposta indecente: visto che abbiamo ancora due settimane di lavori parlamentari a disposizione, perché non facciamo una leggina che obbliga al confronto televisivo coloro che chiedono il voto agli italiani in qualità di futuri premier? Sarebbe, come dicono quelli bravi, una cosa asssssolutamente democratica…

26 gennaio 2006

Hamas ha vinto: sarà vera gloria?

Sembrava, pur tra mille ostacoli, che il processo di pace in Medio Oriente stesse avviandosi sulla buona strada. Grazie a persone coraggiose, prima tra tutte il primo ministro israeliano Sharon, che aveva messo da parte anni e anni di intransigenti posizioni per prospettare un futuro più sereno al proprio paese. E grazie anche alla nuova dirigenza palestinese, in testa il presidente Abu Mazen, che per la prima volta dopo anni si presentava al cospetto di Israele nella veste di interlocutore serio, deciso a sfidare a brutto muso i fanatici antisionisti che pullulano dalle parti di Gerusalemme. Sembrava, nonostante i tanti funerali, i pianti delle madri, i ragazzini martiri nel nome della follia, che si intravedesse lo striscione di fine della corsa. Uno striscione ancora abbastanza lontano per poter leggere la parola traguardo, ma sufficientemente vicino per poterne distinguere i contorni. Uno striscione di una corsa con tante tappe, che avevano trasformato in una macelleria a cielo aperto questo lembo di terra, crocevia delle tre grandi religioni monoteiste e strategico punto di approdo al Mediterraneo di un’intera regione. Sembrava, pur tra difficoltà quasi insormontabili, che la via dei due stati per due popoli avesse finalmente la meglio e si potesse dare corso ad una nuova fase storica. Dopo anni in cui il diritto all’esistenza dello stato di Israele veniva costantemente negato da parte della dirigenza palestinese, forse troppo poco attenta alle reali necessità del proprio popolo.

Sembrava… invece ieri è accaduto l’imprevisto… forse imprevisto…

Hamas ha vinto le elezioni palestinesi, mettendo a serio rischio il processo di pace con Israele. Si dirà che è quello che ha voluto il popolo palestinese e che quindi deve essere rispettato sino in fondo.

Ma è proprio così? Veramente i palestinesi non vogliono un futuro migliore di quello che si prospetta loro adesso? E Hamas saprà darglielo? Come? Brandendo la spada dell’Islam e ribadendo la necessità della distruzione di Israele? Come inizio non c’è male, visto che uno dei capi di Hamas, Mahmoud Zahar, ha appena fatto dichiarazioni di questo tenore.

E questa dirigenza e questo governo debbono necessariamente trovare il riconoscimento della comunità internazionale? La UE ha inserito Hamas nella lista delle organizzazioni terroristiche. Si comporti di conseguenza, negando il riconoscimento a questo governo. Non faccia la prima mossa, concedendo la legittimità che Hamas cercherà, nella speranza che possano poi cambiare il tenore delle affermazioni e le conseguenti azioni politiche. Non conceda il riconoscimento. Almeno fin quando non saranno deposte le armi (Hamas è un partito armato, incredibile a dirsi in una terra che ha fatto libere elezioni per darsi la parvenza di democrazia…) e non sarà riconosciuto il diritto all’esistenza di Israele. Con buona pace dei soloni, abbondantissimi in Europa e in Italia, i quali si stracceranno le vesti per chiedere il riconoscimento del governo palestinese.


Poi, forse, le cose potranno cambiare...

25 gennaio 2006

Si parte... ma chi me l'ha fatto fare?

E vabbè… dopo aver tanto pensato al da farsi, comincio a scrivere qualcosa anche io. Non che ci sia stato un avvenimento particolare che mi ha spinto a farlo, è solo che ho “vinto” le mie titubanze relative al tempo che ho a disposizione per questo genere di avventura. Comunque ormai ho deciso, ci provo.

Sarò certamente incostante…
Sarò certamente provocatore…
Sarò certamente di parte…


Sarò semplicemente… il barone nero